venerdì 26 agosto 2011

LA VACANZA



LUOGO: Slovenia

DURATA: Due miseri giorni. Che si possa definire comunque vacanza?

POSTI VISITATI:

Tolmin e relative gole: suggerisco di evitare i sandali (vedi foto) sui percorsi di montagna, togliere gli occhiali da sole dentro le grotte, non usare l’inutile cellulare come sostitutivo della pila perché non vale una cicca!

Tolmin e il museo: per chi, come me, ha vissuto con i nonni in campagna, è normale forse avere un tonfo al cuore nel rivedere certi oggetti. La suggestione mi ha fatto voltare un paio di volte per vedere se i miei nonni erano lì, da qualche parte…

Kanal: la foto parla da sola.

Idrija, castello Gewerkenegg e museo: a parte i merletti (orrendi a mio gusto), il museo è una collezione formidabile di tutto ciò che è legato alla storia della città. Non a caso nel 1997 è stato nominato miglior museo europeo di eredità tecnica e industriale. Tra le mille cose che mi hanno colpita, una in particolare ha lasciato il segno del periodo di occupazione italiana, durante la quale gli italiani perseguivano una politica di “italianizzazione”, italianizzando i nomi personali, i nomi delle località e delle vie: un manifesto nel quale era riportato l’avviso: “Qui si parla solo italiano!”
Come mi fa sorridere l’ignoranza, soprattutto se penso che la maggior parte degli italiani ieri come oggi (io inclusa) parla a stento la sua lingua, mentre gli Sloveni ne conoscono almeno due. E sottolineo almeno!
Questa città mi ha colpito anche per il fatto che nel XX secolo erano attive ben 27 associazioni: teatrale, musicale, ginnica, artigianale, culturale, di caccia e del consumo. Notevole davvero.

Il collio: la zona del collio ha un panorama da favola. Nell’agriturismo dove abbiamo alloggiato http://www.kmetijastekar.si/ producono il vino: è stata d’obbligo la degustazione, già la prima sera. Devo ammettere però che non mi aspettavo di dover trangugiare sei bicchieri di vino uno via l’altro… fortunatamente al settimo sono riuscita a dire STOP in tempo. Anche perché se con sei sentivo i grilli cantare l’heavy metal, non oso immaginare se andavamo oltre quale tipo di allucinazione potevo avere!! Già mi pareva di avere tre-quattro occhi da come girava tutto… e l’immancabile sorriso plastico!
La seconda sera, nonché l’ultima, cena in un posto (che non oso chiamare “ristorante”) con panorama mozzafiato sui colli: cuoco a petto nudo, niente tovaglia, niente piatti: vassoio di carne alla griglia al centro del tavolo, due tovaglioli di carta tipo vetrata e…buon appetito!
Veramente splendido. Peccato il ragno nero mostruosamente grande che circolava sul pavimento, a ricordarmi la mia fobia… Ma io dico, tutti hanno delle fobie, perché io devo esserne perseguitata?!
Fortunatamente Paolo il gladiatore, è intervenuto uccidendo coraggiosamente la tarantola pestandolo con l’infradito da spiaggia!

COLONNA SONORA: quella non può mancare mai in un viaggio, perché poi quando ti capita, magari a distanza di mesi o anni, di riascoltare certi brani, ti “torna su tutto”!
Siamo partiti con il mio cd di Goran Bregovic, scontato… poi abbiamo sentito la necessità di spingerci più in là: a Nova Gorica abbiamo acquistato un cofanetto con ben 4 cd di musica dei balcani: Balkan fever.
Per chi conosce e apprezza il genere, e anche per chi non lo consoce, suggerisco tre canzoni non troppo a caso:

The Austin Klezmorim Birobidjan  

Budapest Klezmer Band Le Chajem Rebe


Dunkelbunt Feat. Amsterdam Klezmer Band La Revedere


Consiglio inoltre di visitare il sito ben curato del Metallaro e del suo Zoso Music Shop che ci ha venduto la suddetta raccolta http://www.zoso.si/ , perché traducendo la pagina (visto che noi italiani lo sloveno non lo conosciamo) si scoprono eventi interessanti e si riesce a farsi un minimo di cultura (musicale) slovena.
Infine, vi dico che sto meditando di fare un corso di lingua slovena.


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